MEGLIO NON ESSERE NATI.»

Laboratorio sulla TRAGEDIA a cura di ALESSANDRO MACHÌA

QUANDO:dal 1 marzo al 17 maggio 2019
GIORNO ED ORARIO: ogni venerdì dalle 19 alle 22 DURATA TOTALE: 40 ore

QUOTA: € 150,00* (€ 112,00 per i soci di Spinaceto Cultura) *La quota è comprensiva dell’iscrizione all’Associazione.
Il workshop è a numero chiuso per una massimo di 15 allievi.

Nella Nascita della tragedia, Nietzsche descrive l’episodio del re Mida che inseguì a lungo il saggio Sileno, seguace di Dioniso, senza riuscire a prenderlo. Quando quello infine gli cadde fra le mani, il re gli domandò quale fosse la cosa migliore, più desiderabile per l’uomo. E il Sileno rispose: “Stirpe miserabile ed effimera, perché mi costringi a dire ciò che per te sarebbe vantaggiosissimo non udire? La cosa migliore per te sarebbe non essere, non essere nato, essere niente. Ma la seconda cosa migliore è morire presto.”

Questa famosa sentenza del Sileno sintetizza in maniera esemplare la condizione tragica dell’esistenza, condizione che accomuna, nella distanza siderale, l’eroe tragico all’uomo contemporaneo. Viviamo in un mondo nel quale, a dispetto dei progetti di razionalità e di dominio sulla natura e sugli istinti propri della modernità, l’irrazionalità e la violenza sembrano invece essere i due elementi originari dell’essere umano . Ma cosa ne è di questa origine? Cosa è rimasto del tragico oggi? E soprattutto: può la parola essere ancora parola tragica?

Il laboratorio ha una natura introduttiva ed è rivolto ad allievi attori, allievi registi, attori in formazione e studenti. Si indagherà la tragedia greca attraverso lo studio di tre personaggi femminili: Antigone, Alcesti e Ifigenia. Antigone, la vergine che sfida la legge degli uomini, lo Stato, per affermare la legge della famiglia; Alcesti la donna che sceglie di morire al posto del marito Admeto; e infine Ifigenia: la vergine che, destinata ad essere sacrificata per ottenere la vittoria su Troia, sceglie anche lei di morire consapevolmente.

Un excursus dentro il tragico nel suo rapporto col sacrificio, nel quale si analizzeranno le strutture drammaturgiche profonde delle tragedie selezionate, il ruolo della parola e del coro nei diversi ‘dispositivi drammaturgici’, i conflitti etico-pratici e le possibilità per la nostra parola – se esistono – di essere ancora parola tragica.

I partecipanti, per ogni testo preso in esame, saranno chiamati a un lavoro diretto, pratico e approfondito su alcune scene, guidati dal regista.
Nello specifico il lavoro si concentrerà su:

  •   Analisi approfondita del testo.
  •   Studio della parola tragica.
  •   Esercizi di decostruzione del testo attraverso le possibilità della scrittura scenica.
  •   Lavoro sul personaggio e sulle relazioni fra i personaggi.
    La selezione avverrà previo colloquio personale col regista.
    
    
    
    
    

    ALESSANDRO MACHÌA si laurea in Filosofia all’Università La Sapienza di Roma. E’ stato assistente alla regia di molti importanti registi della scena contemporanea tra cui Mario Missiroli, Marco Mattolini, Daniele Salvo, Marco Tullio Giordana(nel colossalThe coast of Utopia)e il Premio Oscar Gianni Quaranta.

    Ha collaborato con attori come Giorgio Albertazzi, Paolo Graziosi, Elisabetta
    Pozzi, Luca Lazzareschi,Graziano Piazza, Alessandro Preziosi, Enrico Lo Verso e
    Alessandro Averone.
    Debutta alla regia nel 2009 con il Trio in mi bemolle, spettacolo multimediale su
    testo di uno degli autori più rappresentativi della Nouvelle Vague, Eric Rohmer.
    Nello stesso anno fonda la compagnia ZERKALO,che si occupa prevalentemente di
    drammaturgia contemporanea con un’attenzione alla parola come luogo del senso,
    ai meccanismi del linguaggio e ai temi universali che riguardano l’uomo e la sua
    conoscenza del Reale attraverso il teatro.
    
    Nel 2011 debutta al Teatro Vascello di Roma con lo spettacolo Sogno d’autunno di
    Jon Fosse con protagonisti Sergio Romano, Viola Graziosi e Daniela Piperno. Lo
    spettacolo viene invitato al 25° Intercity Festival di Sesto Fiorentino ed è
    tuttora considerato uno dei migliori allestimenti italiani dell’autore norvegese.
    Il suo lavoro sulla drammaturgia metafisica di Jon Fosse continua, e recentemente
    è apparso sulla prestigiosa rivista Il Castello di Elsinore diretta da Roberto
    Alonge e Franco Perrelli, un suo saggio filosofico sul rapporto tra la parola e
    il silenzio nel teatro fossiano.
    
    Tra le sue regie più significative si segnalano: A Steady rain, del pluripremiato
    autore americano Keith Huff (tra gli autori delle serie americane House of Cards
    e True Detective) presentato in prima nazionale al Todi Festival 2014, nella
    quale il modello dello storytelling americano diventa una riflessione
    sull’ambiguità del linguaggio e sullo statuto della verità del racconto; lo
    spettacolo CALL ME GOD, drammaturgia polivocale di Gian Maria Cervo, Albert
    Ostermaier, Marius von Mayenburg e Rafael Spregelburg, prodotto dal Festival
    Internazionale Quartieri dell’Arte di Viterbo.
    
    Nel 2015 ha collaborato alla direzione artistica del Festival La Versiliana
    diretto da Luca Lazzareschi. Nella stagione 2015/2016 ha curato la regia
    dell’ultimo testo di Alberto Bassetti, “Sorella con fratello”, con protagonisti
    Alessandro Averone e Alessandra Fallucchi.
    
    Nel 2013 l’incontro con il giovane drammaturgo Fabrizio Sinisi che ha dato vita a
    due importanti allestimenti: Natura morta con attori, prodotto dalla Compagnia
    Lombardi - Tiezzi e presentato in prima assoluta al Piccolo Teatro di Milano per
    il Festival Tramedautore 2016; e Agamennone, con Paolo Graziosi ed Elena
    Ghiaurov, una riscrittura poetica della tragedia eschilea che ha debuttato alla
    rassegna TAU 2016 di Amat Marche e al Plautus Festival, e che nella stagione
    2017/2018 sarà al Teatro Gobetti di Torino. Dal settembre 2015 co-dirige insieme
    a Luca Lazzareschi il Centro Teatrale “La Brilla”.
    
    Dal 2004 al 2012 svolge attività di docenza presso l’Accademia Italiana,
    l’Università di Costume, moda e Scenografia diretta da Gianni Quaranta,
    accreditata presso il MIUR e gemellata con la Pifysgol Cymru Univeristy of Wales.
    Per otto anni è titolare dei corsi di Estetica, Storia del teatro e del cinema.
    

     

 
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