Spettacoli teatro romanesco – maggio 2011

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Rassegna di teatro popolare romanesco – Stagione 2011

“2764 AB URBE CONDITA”

Lo spettacolo “2764 AB URBE CONDITA”, consiste in una divertente carrellata di monologhi, poesie e sonetti, recitati da Andrea Furbini, alternati da canzoni e stornelli cantati e arrangiati sapientemente da Claudio Monteleoni. Tante canzoni e poesie, quindi, che seguono in ordine cronologico l’evoluzione della musica e della letteratura romana e di conseguenza i loro autori, che non mancheranno di essere presentati, così come gli eventi storici che i padri della nostra letteratura hanno coraggiosamente e abilmente incorniciato con le loro opere. Uno spettacolo già testato e apprezzato,che conferma lo spirito sano e ironico degli spettacoli di “Roma Nostra”.

LE MASCHERE ROMANE

Le “Maschere Romane” , è un simpatico spettacolo realizzato per rappresentare le maschere romane più tradizionali come Rugantino, Cassandrino e Meo Patacca, i personaggi rappresentati da Petrolini (definito la maschera di se stesso per i tanti personaggi interpretati) e altri simpatici personaggi inventati da Roma Nostra e utilizzati negli spettacoli realizzati nel suo pur breve ma ricco cammino. Lo spettacolo, che punterà su un ironia esilarante, già testato con successo nei precedenti spettacoli e sulla satira nel nome della quale sono nate alcune delle maschere romane più celebri, come appunto Rugantino, che nei secoli passati non esistevano solo nell’ambito del Carnevale, anche se questo aveva tempi e connotazioni ben più importanti di adesso, ma erano linfa vitale delle rappresentazioni da strada, soprattutto per i burattinai, e delle commedie teatrali nel corso di tutto l’anno. Inoltre si darà spazio ad un breve spettacolo circense di danza e giocoleria, visto che gli zingari e i loro spettacoli, inscenati nel rione Monti (non a caso esiste nel rione una via e una piazza degli Zingari), erano attesi e graditi dai romani nel settecento ed ottocento. La musica tradizionale, accompagnerà lo spettacolo, insieme a curiosità e nozioni relative al tema trattato, cosi da rivalutare il nostro immenso e bellissimo patrimonio culturale anche attraverso la cognizione delle origini e della storia delle maschere, delle feste popolari e quindi degli usi e costumi del popolo romano. Questa di fornire nozioni sui perché e per come riguardo ai temi trattati, spesso inquadrandoli anche nel contesto storico in cui traevano origine, è risultato, fino adesso negli spettacoli di Roma Nostra, un valore aggiunto ben gradito agli spettatori. Lo spettacolo sarà inscenato da un attore, un musico e un esperto in mimica e arte da strada. Alle spalle degli attori scorreranno immagini relative al carnevale ottocentesco, tratte principalmente dalle tavole di Bartolomeo Pinelli, ma anche immagini prese da incisioni più antiche così da rappresentare una breve storia di tutte le maschere romane nate nel corso dei tempi. Un pannello pitturato e tagliato come una finestra, e collocato sul lato destro della scena, sarà utilizzato sia come quinta, per permettere agli attori di cambiarsi di costume tra un personaggio e l’altro, sia come elemento scenico per permettere un simpatico siparietto tra Rugantino e la voce fuori campo di un gendarme, scena simile a quella di “A ME GLI OCCHI PLEASE” di Gigi Proietti del 1976, con testi riadattati da Andrea Furbini e appropriati al momento sociale che stiamo vivendo. Sarà proprio questa la conclusione dello spettacolo. Aprirà invece, una terzina di un sonetto del Belli affidata alla maschera di Cassandrino che si esibirà poi in uno dei suoi più celebri monologhi. A seguire Meo Patacca, con testi presi proprio dal “Meo Patacca” di Berneri e da Cesare Pascarella (sonetto “Er Coltello), che amava raccontare in versi le gesta dei bulli romani. Si arriva poi all’inizio dell novecento con il signor Pietro Capanna, detto appunto “Er Sor Capanna” con i suoi stornelli. A seguire lo spettacolo di giocoleria circense, Melchiorre lo strozzino, con testi originali alternati a “L’A varizia” di Trilussa”, Gastone di Petrolini, “er Burino” , “Giggi er Nazzica” classico bullo millantatore e vanaglorioso di autore sconosciuto, con testi riadattati da Andrea Furbini. Chiaramente i personaggi verranno alternati a canzoni ( di cui qui sotto il repertorio), fino ad arrivare al succitato finale con Rugantino.

“RACCONTANDO LA SCOPERTA DE L’AMERICA”

Lo spettacolo si rifà chiaramente alla celebre opera di Cesare Pascarella, che nel 1893 pubblicò appunto”LA SCOPERTA DE L’AMERICA”, cinquanta sonetti che raccontano in modo divertente, ironico ma anche storicamente preciso, la scoperta più importante del mondo. Il tutto verrà contestualizzato all’infuori di un osteria, al ridosso del 1950, quando a Roma erano ancora vivissime tante splendide tradizioni. Musiche , simpatici siparietti e personaggi tipici dell’epoca, faranno da contorno alla narrazione di un corposo numero di sonetti , selezionati dai cinquanta originali dell’opera di Pascarella.

“TI RICORDI IL RUGANTINO PARTE SECONDA”

La giusta conclusione della rassegna teatrale, che ha dato un ampia e completa illustrazione della nostra tradizione culturale , è una rappresentazione incentrata sulla produzione poetica e musicale romanesca moderna. Il titolo si riferisce al famoso giornale romano “Rugantino” , fondato nel fine 800 da Giggi Zanazzo, che un tempo era un importante cartellone dove pubblicare poesie e sonetti di vari autori più o meno famosi. Oggi il Rugantino ,anche se ancora esistente, è molto meno noto e da questa considerazione o dato di fatto, nasce il titolo dello spettacolo.

Un attore e un musicista in scena , parlano di fatti, misfatti e problemi della società di oggi e sfogliando una edizione del “Rugantino del 1991 che raccoglie tanti sonetti dei più bravi e famosi autori romani dal dopoguerra a oggi, riempiono gli argomenti con l’ironia e l’ emozione che contraddistingue la nostra produzione poetica. Lo stesso principio viene applicato sulla musica, suonando e cantando brani più moderni come Lella , Figlio Mio, le opere musicali di Califano e altri brani. Si scoprirà con piacere come il sonetto tanto usato e apprezzato nei grandi del passato , venga ancora oggi riscattato, con ottima metrica e piacevoli contenuti, con la sua classica ironia o ola pungente satira, da autori come A.Bruni, Lluciani, Salaris e altri. Un’attrice che entra in scena di volta in volta interpretando grottesche caricature, dà dinamismo e arricchisce lo spettacolo . Il tutto è concepito e recitato rispettando i principi che contraddistinguono le opere delle “Innocenti Evasioni” e per il rispetto dei quali Roma Nostra lotta, cioè quella romanità sana e pulita che rivaluta la nostra cultura e si contrappone alla volgarità inutile e gratuite.

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