Il Teatro della Dodicesima nasce grazie alle rocambolesche peripezie dell’associazione “Spinaceto cultura e teatro Boomerang” creata nel 1990 da Claudio Cilli e Gabriella De Rosa. Nel 1996 iniziò la collaborazione con la compagnia teatrale “di Beato e Angelica” fondata da Flavio Albanese e Marinella Anaclerio. Oggi grazie all’impegno di Maria Otranto, Paolo Mattei, Flavio Albanese e Marinella Anaclerio possiamo dare il buongiorno al primo Teatro d’Arte di questo Municipio, il XII appunto.
Il nome Teatro della Dodicesima è stato scelto tra una serie di ipotesi consigli sogni e illuminazioni fra cui: Teatro Boomerang, Piccolo Teatro dell’Arte, Al Mameli, Teatro delle Periferie del Mondo, Periferico 60… Alla fine il nome che più ci rispecchiava ci è sembrato quello che si legava al territorio in cui questo spazio è nato e si sta sviluppando, come l’albero del nostro simbolo.
Poi abbiamo scoperto che…La maggior parte delle antiche società era basata sul sistema duedecaico e per i Greci il dodici era il numero dello stato e della città. Le dodici porte del cielo e degli inferi sono quelle dove il Dio Egizio del Sole, Ra ,trascorreva le sue ore notturne. Giosuè raccolse dodici pietre dal Giordano. L’ era del mondo ha la durata di dodicimila anni, all’età di dodici anni Gesù ha fatto il suo ingresso nel tempio e infine, la dodicesima ora è dotata di una forza particolare…animali e spiriti possono parlare.
E vidi una luce da lontano
proprio quando scoccava la dodicesima…
Goethe
È con grande umiltà e determinazione che citiamo, facendo nostre, le parole della lettera d’intenti con la quale due grandi personalità della storia dello spettacolo italiano hanno aperto il loro teatro: Giorgio Strehler e Paolo Grassi.
E’ inoltre un onore per noi avere avuto in dono dal Piccolo Teatro di Milano gli originali delle immagini e le foto affisse alla sede storica di via Rovello. Queste foto sono in mostra permanente presso il nostro teatro ad eterna memoria di un antico modo di intendere il teatro.
…Reclutermo i nostri spettatori per quanto più possibile, tra i lavoratori e tra i giovani, nelle officine, negli uffici, nelle scuole.
Non dunque teatro sperimentale e nemmeno teatro di eccezione chiuso in un cerchio di iniziati ma teatro d’arte per tutti.
Noi non crediamo che il Teatro sia un abitudine mondana o un astratto omaggio alla cultura.
Non vogliamo offrire soltanto uno svago ne una contemplazione oziosa e passiva.
E nemmeno pensiamo al teatro, come un antologia di opere memorabili del passato o di novità curiose del presente, se non c’è in esse un interesse vivo e sincero che ci tocchi.
Il Teatro resta quel che è stato nelle intenzioni profonde dei suoi creatori; il luogo dove una comunità liberamente riunita si rivela a se stessa, il luogo dove una comunità ascolta una parola da accettare o respingere. Perché anche quando gli spettatori non se ne avvedono questa parola gli aiuterà a decidere nella loro vita individuale e nella loro responsabilità sociale…
Milano 1947
Flavio Albanese
Marinella Anaclerio
Maria Otranto
Paolo Mattei
STAGIONE 2012
